Una storia qualunque: l’epilogo della storia.

24 09 2009

Come tutte le mattine si svegliò. Il caldo estivo stava cedendo spazio al clima autunnale, anche se a volte tornava, forse con un po’ di nostalgia, a fargli compagnia. Forse lo faceva per sentirsi meno solo…
Si svegliò, e la mattutina routine si avviò in automatico: sempre le stesse cose, sempre agli stessi orari…
Ma quella mattina accadde qualcosa di diverso: non una cosa importante, ma ai suoi occhi non passò certo inosservata.
Aveva sul comodino, come aveva sempre avuto, una pila di libri che erano divenuti i suoi fedeli alleati nella lotta contro l’ insonnia. Ce ne erano alcuni che a volte prendeva e poi, dopo averli letti, rimetteva a posto, altri che rimanevano sempre lì a fargli compagnia. Il suo sguardo si era quindi abituato alla vista di quei “libri perenni” e spesso non ci faceva più caso.
Non quella mattina. Quella mattina di inizio autunno fu diverso.
I suoi occhi si posarono sulla copertina di un libro coperto da altri che lasciava solo scorgere il nome dell’ autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Gli passò per la mente un Flash. In un attimo, forse una frazione di secondo, gli balenò fra i suoi ricordi tutto quel vissuto estivo che credeva abbandonato nell’ oblio dei tempi.
Si ricordò infatti una frase di quel libro (libro che aveva odiato sin dai tempi della seconda media!) “se vogliamo che tutto rimanga com’ è, bisogna che tutto cambi”.
Illuminazione!
Non trovò frase più adatta per descrivere quel lungo e tortuoso travaglio che aveva vissuto e che era cominciato quella notte.
Erano successe tante cose che lo avevano scosso, turbato, fatto riflettere, anche piegato e messo con le spalle al muro… ma ora? Ora tutto ha ripreso a scorrere con il suo corso normale: gli avvenimenti avvenuti certo non possono essere cancellati, tutt’ altro. Ma la vita continua comunque, come sempre. Tutto era cambiato, e tutto era rimasto com’ era.
Sorrise, e un brivido leggerissimo gli attraversò la schiena. Era tanto che non sorrideva… e quella sensazione ritrovata quasi lo emozionò.
Immediatamente la routine mattutina innescò il suo corso, però con questa consapevolezza… si sentiva quasi sereno…
La sua vita continuò a scorrere, come sempre, e non cessò mai di stupirlo ed incantarlo.

“…e il naufragar m’è dolce in questo mare.”

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