Incontri

18 03 2011

E’ da più di un anno che non scrivo su questo taccuino virtuale. E ora mi sembra di aver perso l’abitudine, mi sento quasi impacciato.

In questo post volevo fare una riflessione su cosa sono gli incontri.

Possiamo definire “incontro” un’ occasione in cui due persone si conoscono e vengono in contatto l’una con l’altra. Fin qui nessuno dovrebbe obiettare.

Facciamo allora un altro passo: perchè avvengono gli incontri? Tutti sappiamo che l’uomo è un “animale sociale”, quindi risiede nella natura intrinseca dell’uomo entrare in contatto con gli altri, è scritto nel suo DNA, è sempre stato così e sempre lo sarà.

La cosa che però più mi colpisce quando due persone si incontrano è il fatto che 1+1>2. Cioè, il totale è maggiore della somma delle parti. Abbiamo moltissimi esempi, per citarne qualcuno, nel campo della scienza e della ricerca, in cui grandi scoperte sono state condotte da equipe di due o più persone, raramente da singoli scienziati.  Questa mi sembra una cosa affascinante, il fatto che l’incontro faccia crescere le persone che lo provano.

Ho appena usato il termine “provano”: non è stata una svista. Infatti, secondo me, un incontro si vive bene solo se si “prova”, solo se lo si sente proprio, non quando si “fa”, ma quando si vive. La “legge” dell’ 1+1>2 è vera solo se noi lo viviamo l’incontro, non quando ci lasciamo attraversare passivamente da esso.

Credo che vivere un incontro sia tra le cose più difficili da fare: spesso la nostra vita e i nostri innumerevoli impegni hanno il sopravvento su noi stessi e quasi ci “spersonalizzano”, e in queste condizioni è impensabile solamente il concepire l’idea di vivere appieno un incontro. Infatti le persone devono trovarsi in uno “stato ricettivo”, devono essere predisposte a creare dei legami con l’altro. Non è detto poi che questo accada (le antipatie sono sempre esistite e sempre esisteranno), però non si deve prevaricare a priori la possibilità di conoscenza dell’altro. In fondo, “anche il condannato a morte ha diritto all’ultima sigaretta”.

Tutti questi pensieri sono venuti fuori dopo l’incontro con una persona conosciuta molto recentemente. Infatti, parlandoci un po’ insieme di tizio e di caio, è venuta fuori questa frase:

“Io do qualcosa a te, Tu dai qualcosa a me: scambio alla pari! (che, si spera, ci elevi un pochino entrambi)”

Ecco, la parte più importante è quella tra parentesi: l’incontro con una persona “nuova” ha la possibilità di elevarci, basta saper ascoltare scendendo dal banco del giudice ,che troppo spesso ci appartiene, e mescolandosi alla folla nella strada.

1+1>2

Dedico queste righe a questa persona “nuova”, il cui incontro mi ha spinto a ritornare, dopo tanto tempo, a scrivere su questo blog e mi ha stimolato tutti questi pensieri.

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